Giornata di formazione tenuta all’Italian Perfumery Institute
Abbiamo avuto il piacere di tenere una giornata di formazione presso l’Italian Perfumery Institute, insieme a Paolo Roselli e Federico Huscher, dedicata a uno dei temi che riteniamo più centrali nella profumeria contemporanea:
la differenza tra prodotto e progetto.
Partendo dal modello di produzione chiavi in mano tra Private Label e Full Service Made in Italy, il confronto con gli studenti si è sviluppato attorno a una riflessione molto concreta: oggi, realizzare un buon prodotto non è più sufficiente.
Il cambiamento della profumeria contemporanea
Negli ultimi anni il mercato della profumeria è cambiato profondamente.
La qualità media dei prodotti si è alzata.
L’accesso ai fornitori si è democratizzato.
Le possibilità creative si sono ampliate.
Questo significa che il valore non risiede più soltanto nella capacità di “fare un profumo”.
Il vero tema è costruire un progetto capace di funzionare nel mercato.
Prodotto vs progetto
Durante la lezione abbiamo approfondito una distinzione fondamentale.
Un prodotto è un oggetto. Un progetto è un sistema.
Un sistema che deve tenere insieme:
– posizionamento
– pricing
– sviluppo industriale
– packaging
– supply chain
– distribuzione
– sostenibilità operativa
Molti progetti falliscono non perché il prodotto sia debole, ma perché manca coerenza tra questi elementi. Ed è proprio questa coerenza che oggi determina la solidità reale di un brand.
Il ruolo del modello Full Service
Uno dei temi centrali affrontati durante la giornata è stato il ruolo del modello Full Service all’interno della profumeria contemporanea. Per molto tempo, il mercato ha lavorato attraverso strutture frammentate:
– designer separati
– produttori separati
– fornitori separati
– consulenti separati
Questo modello funziona finché la complessità è limitata.
Ma quando:
– aumentano i volumi
– aumentano i mercati
– aumentano le referenze
– aumentano le aspettative operative
la frammentazione genera inevitabilmente attrito.
Il modello Full Service nasce proprio per ridurre questa complessità attraverso una gestione integrata delle fasi. Non come semplice semplificazione operativa. Ma come strumento strategico di allineamento.
Made in Italy come infrastruttura
Un altro punto approfondito riguarda il significato reale del Made in Italy. Molto spesso viene interpretato esclusivamente come valore estetico o creativo. In realtà, il Made in Italy rappresenta soprattutto un’infrastruttura industriale unica:
– filiera produttiva
– know-how tecnico
– flessibilità
– cultura manifatturiera
– velocità di sviluppo
È questa integrazione che rende l’Italia ancora oggi uno dei principali hub mondiali della cosmetica e della profumeria.
Formare una nuova generazione più consapevole
Uno degli aspetti più interessanti della giornata è stato il livello di attenzione degli studenti verso le dinamiche strutturali del settore. Non solo creatività o sviluppo olfattivo.
Ma anche:
– sostenibilità economica
– operations
– distribuzione
– scalabilità
– gestione industriale
Segnale di una nuova generazione che sta iniziando a leggere la profumeria non soltanto come espressione creativa, ma come sistema complesso.
Ed è probabilmente proprio qui che si giocherà l’evoluzione del settore nei prossimi anni.
Conclusione
La profumeria contemporanea richiede una visione sempre più integrata. Perché il mercato non valuta soltanto il prodotto finale.
Valuta:
– la coerenza del progetto
– la capacità di esecuzione
– la continuità
– la solidità del sistema che lo sostiene
Ed è proprio nella differenza tra prodotto e progetto che oggi si crea gran parte del valore reale di un brand.